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La sicurezza stradale

Sintesi dell’intervento del Presidente della FIAB Luigi Riccardi alla Conferenza di insediamento della Consulta Nazionale sulla Sicureza Stradale

In questi anni in Italia vi è stato un considerevole sviluppo della attenzione al tema della sicurezza.

Nell’opinione pubblica tuttavia prevale molto più l’interesse per la security, che non quello per la safety. In realtà, i dati relativi anche a questo secondo aspetto della sicurezza - sia nei luoghi di lavoro, sia sulla strada - continuano ad essere allarmanti ed a collocare il nostro Paese tra gli ultimi nella classifica dell’Europa.

Così come per la sicurezza nei luoghi di lavoro occorre fare ancora molta strada per ottenere una applicazione non burocratico-formale della nuova legislazione in materia, anche per la sicurezza stradale occorre un analogo enorme impegno.

Innanzittutto occorre introdurre nella pratica corrente il concetto di obiettivo.

L’obiettivo è cosa diversa dalla finalità, che necessariamente è generica e cioè del tipo “realizzazione di una maggiore sicurezza sulle nostre strade”.

L’obiettivo consiste invece nella indicazione di una meta, quantitativamente misurabile, da perseguire nell’unità di tempo, del tipo “riduzione degli incidenti stradali del tot per cento entro i prossimi enne anni”.

La determinazione degli obiettivi in materia di sicurezza stradale deve divenire prassi normale di ogni amministrazione pubblica che abbia competenza in materia di traffico. Inoltre gli obiettivi da perseguire devono essere articolati territorialmente - dal livello nazionale a quello comunale -, per ambito (urbano/extraurbano), per tipologia di utenza della strada.

Per individure quali interventi porre in essere per perseguire gli obiettivi prefissati di riduzione della infortunistica stradale - ma, a ben guardare, anche per poter determinare in modo realistico questi stessi obiettivi - occorre disporre di accurate e tempestive analisi degli incidenti dalle quali desumere i dati sui vari aspetti degli stessi (modalità, circostanze, comportamenti, condizioni del tempo e della visibilità, giorno della settimana, ora del giorno, contesto, utenti coinvolti, ed altri ancora).

Analogamente a quanto avviene nel settore degli incidenti sul lavoro, la maggioranza degli incidenti stradali possono essere fatti risalire a relativamente pochi fattori di rischio.

Si tratta allora di organizzare apposite prolungate campagne di educazione, ma anche contestualmente di controllo e repressione, sulle singole cause di incidente più frequenti. Ad esempio: tra le cause principali degli incidenti che coinvolgono i pedoni vi è il mancato rispetto dei passaggi pedonali da parte degli automobilisti; i ciclisti sono vittime di incidenti a motivo della scarsa attenzione a tenere efficiente l’apparato di illuminazione delle biciclette; altre frequenti cause di incidenti per i ciclisti derivano dalle aperture improvvise delle portiere delle auto o dal fatto che non pochi automobilisti hanno l’abitudine di tagliare la strada dei ciclisti svoltando a destra. Bene: rispetto dei passaggi pedonali, luci sulle biciclette, “sportellate” e svolte a destra in presenza di ciclisti, possono essere esempi di contenuti di altrettante campagne specifiche per la sicurezza.

Tra le cause di incidenti vi è l’elevata velocità degli autoveicoli. Oltre e più che reprimere le infrazioni in materia di limiti di velocità, occorre, anche in questo settore della sicurezza stradale, cercare di prevenire. Una adeguata e diffusa applicazione dei provvedimenti di moderazione del traffico - a livello urbano soprattutto, ma anche sulle strade extraurbane - può essere dunque di grande utilità per aumentare il tasso di sicurezza del traffico e, nel contempo, la sua fluidità.

L’educazione stradale nelle scuole è da rendere più sistematica di quanto non si stia facendo attualmente. Ma non basta. Occorre anche sviluppare l’educazione alla mobilità sostenibile e la promozione dell’utilizzo dei mezzi di trasporto alternativi all’automobile, e in primo luogo la promozione della mobilità ciclistica.

Infine non si può non sottolineare come la formazione impartita dalle scuole per il conseguimento della patente di guida sia del tutto insufficiente per contruire al raggiungimento di una maggiore sicurezza stradale, con particolare riferimento alla educazione al rispetto degli altri utenti della strada e, in primo luogo, degli utenti deboli.

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