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CIAO GIGI


lunedý 16 giugno 2008
Luigi Riccardi, Gigi per tutti gli amici, attuale Direttore e Presidente della FIAB dal 1995 al 2007, ci ha lasciati.



Articolo di Giangiacomo Schiavi, rubrica "Il caso del giorno", sabato 21 giugno 2008, supplemento ViviMilano del Corriere della Sera.

Il caso del giorno

Addio a Riccardi, gentiluomo della bicicletta

Commemorazione in consiglio comunale per il fondatore di Ciclobby.
«Un vero ciclista deve saper chiedere scusa»

Caro Schiavi, lunedì il consiglio comunale commemorerà Gigi Riccardi, fondatore di Ciclobby. Per molti di noi è stato un esempio di impegno e di civismo, quel poco che Milano ha fatto per la bici si deve anche a lui.
Eugenio Galli

Caro Galli, rivedo Gigi Riccardi davanti al cavalcavia Bussa, quartiere Isola, con la ruota della bicicletta inchiodata su quell’oscena pista ciclabile che finisce di colpo, un classico di Milano. Sorride e allarga le braccia: «Non servono grandi cose, basterebbe solo un po’ di buona volontà». Era venuto a curiosare intorno al camper del Corriere, voleva capire se dietro quel nostro stare in strada c’era anche un po’ di passione civica, di amore per Milano. Avevamo appena avuto una garbata polemica sull’utilizzo dei marciapiedi da parte dei ciclisti: alcuni pedoni si erano lamentati per l’inciviltà di certe bici che ignorano le buone maniere. «È vero che ci sono ciclisti incivili, maleducati ed arroganti», ci aveva scritto. «Ma a Milano un ciclista che va sui marciapiedi lo fa per ragioni di sopravvivenza, perché sono sempre troppo pochi gli spazi sicuri per le biciclette». Convenimmo su questo: pedoni e ciclisti dovrebbero unirsi nella stessa battaglia per la buona educazione. Una settimana dopo, Riccardi mi mandò un codice di buon comportamento per il ciclista costretto a salire sul marciapiede; c’era un’annotazione a penna che rimandava al regolamento comunale e poi questo saluto: «Un vero ciclista deve saper chiedere scusa». Questo era Riccardi, il papà di Ciclobby: un signore capace di sorprendere tanto per la sua dolcezza quanto per la sua ostinazione. Se i ciclisti in questa città oggi contano qualcosa, lo debbono a lui. Alle sue battaglie, alle provocatorie iniziative per allineare Milano agli standard europei della sostenibilità. Grazie a lui, la bici è entrata in metrò. E quando i marciapiedi larghi hanno rubato spazio ai ciclisti ha marcato il suo dissenso con un gesto simbolico: è andato in via Manzoni, davanti all’emporio Armani, e ha tracciato i segni delle due ruote. Ci mancherà, questo coraggioso e generoso rompiscatole: anche il Comune dovrebbe dirgli grazie.

Giangiacomo Schiavi

C'è Ric?   Questa era la domanda   che rivolgevo spesso ad Antonio per accertarmi della presenza di Gigi a qualche iniziativa Fiab. Perchè Gigi rendeva qualunque occasione "speciale", si trattasse di una conferenza o di una pedalata. Era colto, ( le sue citazioni ormai non si contano più! ), arguto, appassionato, deciso ma anche paziente, di ampie vedute e di fiduciosa perseveranza, di incrollabili ideali e di grande, innata e squisita signorilità.  E amava appassionatamente e teneramente la FiAB. Il suo sguardo acuto e sorridente, il suo sorriso luminoso e caldo avevano la capacità di accoglierti e di farti sentire parte del gruppo mentre le sue parole erano una delizia per la mente ed un arricchimento per lo spirito.  Un regalo prezioso del quale gli sarò sempre grata e che mi renderà dolce il suo ricordo.  Per ora, provo, invece, una grande tristezza. Grazie Gigi  per tutto quello che ci hai dato disinteressatamente e con generosità! Un abbraccio affettuoso a Rosanna che ricordo con grande simpatia ed ai figli.  

Aurora Tron e AdB Mestre

 


Il Consiglio comunale di Milano ha commemorato Luigi Riccardi in apertura dei lavori lunedì 23 giugno.

Qui a seguire riportiamo il testo della commemorazione letta in aula dal Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri.

Luigi Riccardi
Rappresentante autorevole e carismatico del movimento ambientalista milanese, esempio di impegno civile per una mobilità più sostenibile e per una maggiore sicurezza per tutti sulle nostre strade, Luigi Riccardi è stato il fondatore dell’associazione Ciclobby nel 1984, anima e Presidente per 12 anni della Fiab, la Federazione italiana Amici della bicicletta.

Il 7 dicembre del 2002, presso il Teatro dal Verme – molti di noi erano presenti a quell’evento – il Comune di Milano gli aveva conferito la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza con questa motivazione:

“Milanese, laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica, ricercatore e docente di Politica economica presso istituti regionali, promuove la cultura della bicicletta da 25 anni. Con garbo, tenacia e determinazione pungola i pubblici amministratori e i cittadini attraverso incontri, seminari, manifestazioni, studi e pubblicazioni. È un punto di riferimento irrinunciabile per quanti sognano e costruiscono una metropoli più sana, più umana, più respirabile e percorribile”.

Gli amici delle associazioni a lui ispirate hanno ricordato Luigi – Gigi – Riccardi come il pioniere del cicloattivismo milanese: un “dolcissimo compagno” capace, nell’ultimo quarto di secolo, di promuovere l’uso delle due ruote sul modello delle altre grandi città europee, coinvolgendo cittadini e istituzioni.

Aveva collaborato anche con la nostra Amministrazione comunale, formulando utili proposte sui temi della sicurezza stradale e della ciclabilità. Il suo progetto di una Consulta con le Associazioni è stato avviato di recente dall’Assessorato ai Trasporti.

Diffondeva messaggi positivi di sensibilizzazione educazione rivolti a tutti, in particolare ai giovani, nella convinzione che “ogni bicicletta in più sulle strade è un’automobile in meno”, e che i ciclisti contribuiscono a ridurre l’inquinamento e il traffico.

Nel 2004, commentando una grande manifestazione nazionale sulle due ruote a Roma, scriveva: “Il traffico (…) della Capitale, almeno per questa volta, ha dovuto arrendersi (…) alle biciclette. Occorre scendere di più in piazza, stare di più tra la gente con manifestazioni, dibattiti, mostre, riconquistando lo spazio pubblico urbano sottratto da una motorizzazione fuori controllo”.

Oltre 250 persone hanno voluto accompagnarlo in bici per l’ultimo saluto, mercoledì scorso, nella parrocchia di Sant’Agostino, a pochi metri dalla stazione Centrale: testimonianza di un affetto e di una popolarità conquistati nel tempo a partire dalla prima “Bicinfesta” del 21 marzo 1986, primo giorno di primavera.

Un evento che, da allora, si è ripetuto ogni anno. Migliaia di milanesi di tutte le età hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, pedalando lungo il percorso che, dalla centralissima via Dante, termina in un luogo verde della periferia: il parco Trotter, l'Ippodromo, l’Istituto dei Martinitt, Cassina Anna, il parco dell’ex Paolo Pini, Cascina Bellaria al parco Trenno, parco Lambro e, nell’ultima edizione del 2008, il Centro Vismara in via dei Missaglia.


Articolo di Giovanni Guzzi, Incroci 26/06/08, foto di Giulia Cortesi,Articolo di Giovanni Guzzi, IncrociNews.it 26/06/2008

Addio all'amico della bicicletta

La scomparsa di Gigi Riccardi, da sempre impegnato con esemplare passione civile nella promozione del significato e dell’importanza dell’uso delle due ruote

La morte di una persona lascia sempre un vuoto, chiunque essa sia ed indipendentemente da quanto a lungo ha vissuto o dalle relazioni familiari o sociali che essa ha costruito nel corso della sua esistenza. A volte questo vuoto ha però anche una dimensione pubblica, specie quando chi ci lascia ha speso la sua vita con passione a servizio degli altri. Quando ciò accade, alla tristezza per averla persa si affianca ben presto il desiderio di continuarne l’opera con la sua stessa passione e determinazione. E’ un sentimento sovrabbondante, capace di colmare il vuoto iniziale e contagiare anche chi non ha conosciuto la persona che l’ha suscitato, è un moltiplicatore di generosità di efficacia unica.
Ed è quello che sta avvenendo in questi giorni dopo la morte, lunedì 16 giugno, di Luigi Riccardi, fondatore, Presidente dal 1995 al 2007 e, infine, Direttore della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Persona che incarnava le migliori qualità dell’essere milanese e, proprio per questa ragione, nel 2002 aveva ricevuto l’Ambrogino d’oro.
Per averne conferma basta visitare la sezione che gli è stata dedicata sul sito www.fiab-onlus.it. Scorrendo i messaggi e le foto che vi sono pubblicati, provenienti da tutt’Italia, vi si legge il dolore per la mancanza di una guida, di un instancabile appassionato, di una persona elegante nei modi e nei sentimenti, di un “padre”… Ma vi si legge, proprio per non tradirne la memoria, anche la volontà di continuare a percorrere la strada da lui tracciata.
Eugenio Galli, Presidente di Ciclobby così lo ricorda: “Gigi è per molti di noi un tutt’uno con la bicicletta, di cui è stato eccezionale testimone ed interprete in ogni sede. La nostra associazione perde uno dei suoi fondatori, un maestro, che è rimasto punto di riferimento costante in oltre venti anni di iniziative e di battaglie di grande valore culturale in campo ambientale. Un grande uomo di pace che ha saputo donare molto a tanti, con grande entusiasmo, straordinaria passione civile e generosità d’animo. Il suo esempio, il suo impegno restano nei nostri cuori come segno indelebile di Amore per la vita e per la nostra città.”.
Una figura poliedrica come quella di Luigi Riccardi non è semplice da delineare sinteticamente. Con l’aiuto di personali ricordi ci limitiamo ad elencarne quattro tratti emblematici che sono stati anche pilastri della sua azione civica.
Parlare chiaro. Intervenendo in novembre a Milano, per l’apertura della prima Conferenza Nazionale della Bicicletta (manifestazione da lui fortemente voluta e che ha avuto la soddisfazione di vedere realizzata), ha definito con forza “trogloditica” una società che ancora punta sull’auto privata per risolvere il problema della mobilità urbana.
Diffondere competenza e cultura. Il viaggio studio della FIAB a Strasburgo in aprile, ultimo dei tanti viaggi studio per tecnici ed amministratori pubblici guidati da Gigi in Europa, lo ha visto ancora una volta in sella; a causa della malattia non più in testa al gruppo a fare l’andatura, come nelle precedenti occasioni, ma comunque sempre presente, pedalandoci accanto come ci piace continuare a pensarlo.
Essere curiosi di tutto. Musica classica, cultura, tematiche ambientali più varie, gli interessi di Luigi Riccardi non erano esclusivamente legati alla bicicletta ma spaziavano in tutti gli ambiti della vita, di tutto era interessato e su tutto chiedeva di essere tenuto informato.
Essere credibili perché coerenti. Anni fa, su una strada nei pressi di Viggiù, il ciclista cui stavamo per chiedere un’informazione si è rivelato, inaspettatamente, essere Gigi: non alla guida di una manifestazione ma in bicicletta per il piacere di una semplice, solitaria, passeggiata… si è davvero credibili ed autorevoli, e si opera correttamente, solo se si ama davvero, e si pratica, ciò di cui si parla e per cui ci si impegna!
Lunedì 23 giugno Luigi Riccardi è stato commemorato pubblicamente in Consiglio Comunale a Milano. Un importante e giusto riconoscimento... ma quello, più vero, che ci si attende, è vedere messe in atto, finalmente ed in breve tempo, le soluzioni pratiche, semplici e poco costose, già oggi immediatamente possibili per garantire una più sicura mobilità ciclistica, a Milano ed ovunque.
Vorremmo che le istituzioni, per prime, accogliessero l’esortazione di Antonio Dalla Venezia, attuale Presidente FIAB: “In questi momenti di estrema tristezza dobbiamo ricordare i messaggi di Gigi Riccardi, la sua generosità, la sua coerenza, dobbiamo stringerci per lavorare per quello in cui lui ha sempre creduto. Sarà questo il modo più giusto per ricordarlo e per non disperdere quanto lui ha seminato in tutti questi anni.”.


Ciao  Luigi
La tua attenzione verso  il mondo  che  viviamo  e la  costanza che ti faceva volerlo
migliore, è un valore aggiunto  a tutto quello che hai fatto per la mobilità ciclistica per
la quale ti sei impegnato fino agli ultimi giorni della tua vita.
A noi l'eredità del tuo lascito che ci impone  l'impegno di  veder coronati i tuoi sogni.
Sicuramente hai reso questo paese migliore, e te ne siamo grati.
Saluti   Biagio
Arch. Biagio Antonio Del Matto

Torno in studio dopo una breve vacanza e trovo la notizia dell'ultima pedalata di Gigi verso le Grandi Praterie del cielo. Nei molti anni dell'evoluzione del mio tormentonissimo progetto di bici portatile Gigi mi ha sempre dato molti consigli, contatti e vorrei dire affetto per la mia tenacia quasi "marziana" anche se io ho dato ben poco a Ciclobby o alla Fiab. Mi dispiace tantissimo  e ti prego di far avere il mio sentimento alla famiglia. L'altro giorno a Torino la bici è entrata nella Collezione Permanente del Design Italiano dell'ADI con una "Segnalazione Compasso d'Oro", un po' è anche merito suo.
Un abbraccio,
Alessandro Belli


 

 

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