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Intermodalità
....la bici su treni, bus, navi, aerei, ecc.
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introduzione
per regione...
| CAMPANIA | EMILIA ROMAGNA |
LAZIO | LIGURIA | LOMBARDIA |
| PIEMONTE |
| PUGLIA | SARDEGNA | TOSCANA
| TRENTINO
| UMBRIA | VENETO |
con la bici su...
Intermodalità
cos'è
Per intermodalità si intende la
possibilità di uso combinato di diverse modalità, di diversi vettori di
trasporto. Ai nostri fini, come Federazione Italiana Amici della
Bicicletta, e dunque anche ai fini di questa sezione del sito,
l'intermodalità -o integrazione modale- è uno "strumento" che
consente di moltiplicare, ove adeguatamente diffusa e pubblicizzata, le
ampie possibilità di spostamento della bici: si pensi alla modalità
bici+treno, bici+bus, bici+traghetto, e così via.
Intermodalità
perché
La mobilità è uno dei nodi
essenziali del vivere quotidiano e il diritto alla mobilità costituisce
una articolazione fondamentale dei diritti della persona.
L'integrazione modale permette in generale di razionalizzare le
possibilità di spostamento sul territorio, di creare un effetto di
sinergia tra mezzi di trasporto differenti e dunque anche un risparmio. Il
risparmio si traduce in una riduzione dei costi economici della mobilità,
in una maggiore sostenibilità degli stili di vita e dunque in una
migliore qualità della vita, in una riduzione del traffico e dell'impatto
inquinante causato dall'uso generalizzato e spesso improprio dei sistemi
di trasporto a motore e in particolare dell'autovettura privata.
Nello specifico, l'intermodalità tra bici e mezzo di trasporto pubblico
ha un effetto moltiplicatore sia sulle potenzialità turistiche, sia su
quelle del trasporto quotidiano (mobilità casa-lavoro, casa-scuola,
casa-tempo libero) insite nella bicicletta. Si pensi che, per quanto
riguarda la pendolarità, il bacino di utenza di una stazione è di 100
kmq.
Che sia trasporto su ferro, su gomma, su acqua o per via aerea, grazie
all'uso combinato di altri vettori di trasporto, la bici acquisisce
attraverso l'integrazione modale la possibilità di coprire, in tempi
limitati e con costi contenuti, distanze altrimenti impossibili o di
notevole difficoltà (ad esempio per l'andamento orografico o per la
pericolosità delle strade a causa del traffico). E' un indubbio
arricchimento, che va a favore di chi si sposta in bicicletta, ma
certamente non solo: è un importante segnale di attenzione verso
l'ambiente e a favore di una mobilità lenta e sostenibile all'interno del
territorio. E la sua carenza non può che essere sintomatica.
Intermodalità
in Italia
In Europa il concetto di
integrazione modale è noto da molto tempo. Ad esempio, nelle città del
nord Europa è consentito il trasporto della biciclette nella
metropolitana e sui treni locali e le stazioni sono normalmente dotate di
ascensori e scale mobili che permettono di raggiungere agevolmente il
binario di partenza accompagnando la propria bicicletta. Fuori dalle
stazioni, poi, esistono parcheggi organizzati per le bici e in molti casi
è anche possibile noleggiare biciclette.
In Italia solo da pochi anni, e con indicibili difficoltà e numerosi
tentennamenti, vanno aprendosi nuove possibilità che fanno finalmente
uscire questo tema dall'alveo delle velleità di qualche isolato gruppo di
nostalgici amanti della bicicletta per ricondurlo all'ambito che gli è
proprio, ossia quello del miglioramento dell'offerta alla clientela, della
sostenibilità delle scelte economiche e di trasporto, della riduzione
dell'inquinamento, aprendo un processo imitativo che si spera sia sempre
orientato al miglioramento della qualità della vita di tutti.
In tal senso le aziende di trasporto italiane (e, a seguito della
liberalizzazione in questo settore, quelle straniere operanti in Italia)
hanno e avranno primarie responsabilità, insieme agli amministratori
pubblici che, a diverso livello, orientano le scelte trasportistiche.
La FIAB, da tempo centro di competenza accreditato ma spesso poco
ascoltato, intende proseguire con determinazione questa impegnativa
attività di promozione della mobilità in bici anche attraverso
l'integrazione modale col trasporto pubblico. In quest'ottica la
Federazione Italiana Amici della Bicicletta elabora piattaforme e
proposte, sia a livello nazionale, sia attraverso le sue associazioni
locali e coordinamenti regionali.
Altro capitolo, certamente interessante, è quello del recupero dei
tracciati delle strade e delle ferrovie dismesse: se ne parlerà in altra
sede, anche perché si tratta di un tema specifico e di grande prospettiva
che marginalmente tocca il tema dell'intermodalità, nel senso che sfrutta
preesistenti strutture convertendole alla mobilità ciclo-pedonale, con
minime esigenze di investimento ed interessanti ritorni dal punto di vista
turistico e ambientale (si pensi alle Vias Verdes in Spagna).
Un lungo e faticoso lavoro di ricerca (l'ampiezza delle indicazioni qui
contenute riflette lo stato delle informazioni reperibili) ci ha permesso
di mettere a disposizione, con un buon livello di approssimazione, il
quadro dell'intermodalità in Italia.
Questa ricerca ha almeno due scopi:
-
da un lato, quello di
offrire un punto di informazione e una base di ricerca per tutti
coloro che, a diverso titolo, desiderano avvalersene (la pubblicità
istituzionale del servizio è spesso assai lacunosa e si dimostra che
in molti casi neppure i residenti sono a conoscenza dell'offerta
esistente);
-
dall'altro, quello di
evidenziare, attraverso la fotografia dell'esistente, la
disomogeneità della situazione nelle diverse aree del nostro Paese,
offrendo così lo spunto non solo per possibili confronti ma,
attraverso adeguata sensibilizzazione, anche per auspicati
miglioramenti.
In questo senso, e per concludere,
possiamo dire che speriamo che questa sezione possa arricchirsi e
aggiornarsi nel tempo anche grazie alle vostre segnalazioni, rimanendo un work
in progress a favore del consolidamento e dello sviluppo della
mobilità sostenibile in Italia e stimolando una competizione positiva tra
le aziende operanti nel settore.
Per quanto riguarda l'uso dell'e-mail per ricevere informazioni, nel corso
di questa ricerca abbiamo sperimentato che spesso le aziende interpellate
non rispondono o hanno tempi di risposta notevolmente lunghi (seppure con
alcune significative eccezioni). Il consiglio che diamo, quindi, quando
non si trovino le informazioni desiderate sui canali internet, è di
evitare la posta elettronica e contattare direttamente i call center
segnalati o comunque i recapiti telefonici.
Eugenio Galli eugenio.galli@rcm.inet.it
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Chiediamo la VOSTRA
COLLABORAZIONE per far pervenire al nostro responsabile Eugenio Galli (eugenio.galli@rcm.inet.it)
informazioni relative alle situazioni locali. E' utile accompagnare una
breve descrizione del servizio e un numero di telefono (ad es. della
società che effettua il servizio o di un'apposita linea di assistenza
alla clientela) e, se possibile, anche un indirizzo internet (e
eventualmente e-mail) dove siano reperibili maggiori informazioni. |
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Se vuol
viaggiar Sig. Contino
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