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Proposta di Rete
Ciclabile per il Triveneto
della Federazione Italiana Amici della
Bicicletta
Coordinamento del Triveneto [ Home Page ] |
ITINERARIO DEL SILE
Mappa
formato jpg (264 kb)
IL PARCO DEL
SILE
Unico in Europa per le sue specificità il Parco protegge un
limpidissimo corso dacqua, che scaturisce in pianura da risorgive, ed il suo
territorio di oltre 4.000 ettari scampato alla recente urbanizzazione della Marca
Trevigiana.
Le acque sia del fiume che di falda fanno parte di un bacino idrografico molto ampio
considerato risorsa idropotabile per cui le azioni dellEnte di gestione dovranno,
prioritariamente, perseguire il risanamento del territorio e la prevenzione da ogni
possibile inquinamento. Oltre a ciò il parco tutela la flora e la fauna proprie delle
zone umide, favorendo la biodiversità degli ambienti, ripristinando il paesaggio, sia
naturale che storico, valorizzando leconomia rurale e locale su presupposti di
compatibilità delle attività umane con lambiente.
Il fiume che percorre oltre 70 Km. prima di sfociare nella laguna di Venezia ha un regime
costante: la tranquillità delle sue acque ha favorito fin dai tempi antichi lo sviluppo
degli insediamenti umani, come testimoniano le molte stazioni paleovenete ritrovate lungo
le sue rive, ledilizia minore, i manufatti dellarte molitoria, le ville, le
manifatture le attrezzature portuali.
LE
ATTENZIONI E I DIVIETI
Vi proponiamo
la visita del parco in bicicletta lungo un percorso ciclopedonale, realizzato sulle alzaie
e agli argini del Sile, che parte da Treviso ed arriva a Casale sul Sile in attuazione
parziale di un progetto più ampio che consentirà di procedere sino alla Conca di
Portegrandi, in laguna, ed in prossimità dellarea archeologica di Altino.
Nel viaggiare lungo il percorso vi invitiamo ad osservare la massima attenzione e rispetto
per lambiente al fine di evitare labbandono di rifiuti, il disturbo alle
persone ed agli animali, danni alla flora ed alle attrezzature realizzate lungo il
percorso.
Vi chiediamo inoltre di osservare le indicazioni che troverete in appositi segnali e
tabelle ed a soffermarvi a leggere gli appositi pannelli che vi informeranno degli
appositi valori storici, ambientali ed economici e delle emergenze architettoniche che
potrete osservare lungo il percorso.
I punti di accesso consigliati sono quelli evidenziati nella cartina a seconda che voi
arrivate col treno o con lautomobile.
Vi auguriamo quindi una buona gita.
LITINERARIO
(clicca sulla mappa - immagine 264 kb)
I punti di
accesso al percorso sono diversi ma quelli che riteniamo più comodi per parcheggiare
lauto e quindi proseguire in bicicletta sono quelli evidenziati con lapposita
segnaletica "alzaia del Sile" e riguardano le seguenti località: Fiera di
Treviso, Villapendola di Casier, Casier porto, Villapendola e porto di Silea. Partendo da
Fiera o da Ponte della Gobba, a Treviso, si percorre largine sinistro del fiume
(restera) dove una volta i barconi (burci) sostavano in attesa del carico o scarico delle
merci da lavorare o prodotte nei mulini o nelle manifatture della città.
Proseguendo si arriva, dopo aver superato un ponticello pedonale ad unica campata, a
Villapendola; tenendosi sempre lungo la strada alzaia posta sullargine sinistro del
ramo del Sil Morto si giunge in prossimità della Chiesa di S.Antonino dove una volta vi
era un porticciolo che consentiva di scaricare le merci per Casier, Cendon e per le
fornaci che li erano numerose. Una volta raggiunto il Lago Verde si può fare una piccola
sosta per ammirare un ambiente di ex cava recuperato alla fruizione collettiva per
attività sportive, per il tempo libero e per il ristoro e successivamente attraversare,
su di un percorso aereo sullacqua, un ambiente rinaturalizzato a canneto ove si
possono osservare molte specie di uccelli acquatici ed il "cimitero dei burci",
affondati per protesta dagli operai dopo il fallimento della Chiara & Forti.
Il percorso lungo largine prospicente delloleificio Chiara & Forti, ove un
a volta vi era un passo a barca per accedere ai mulini di Silea, sino a raggiungere il
piazzale del centro di Casier ed il porticciolo recentemente attrezzato con briccole e
pontili. Oltre al porto di Silea , anche da qui parte la motonave "Silis" che
trasporta i turisti e le scolaresche lungo il Sile in laguna a Burano e Torcello.
Si continua sino alla "casa degli artisti", un centro culturale realizzato
attraverso il recupero di una vecchia porcilaia; si prosegue lungo un argine recentemente
consolidato per evitare lulteriore degrado causato dal moto ondoso dellacqua
che lo bagna da ambo i lati. Si incontra quindi un ponte mobile, che consente il transito
dei motoscafi di un cantiere nautico, sino allarea industriale di Casier ove il
percorso termina in attesa della realizzazione del secondo tratto sino a Casale e poi alla
conca di Portegrandi.
LE ALZAIE
Per poter
risalire il fiume i burci dovevano essere trascinati lungo le Alzaie, cioè
alternativamente dal lato destro o sinistro a seconda dellandamento della curvatura
del fiume ed è proprio per questo che percorrendo il Sile si evidenziano in successione
tratti alberati e tratti privi di vegetazione: quest ultima avrebbe impedito il
transito.
Nellattiraglio (O alaggio), infatti, erano impegnati cavalli, buoi o uomini ai quali
veniva legata una fascia di canapa (in dialetto detta a spinta oppure a sìngia ottenuta
con la tela della vele oppure di un sacco) con una cordicella per trainare la barca .
Lalzaia è considerata come strada nazionale in quanto, partendo da Treviso, collega
diversi comuni appartenenti alle provincie di Treviso e Venezia e conduce sino alla Conca
di Portegrandi.
- "Mandemo a tèra el bocia a tirar a sìngia" diceva il capobarca quando
nella zona di San Michele il vento contrario rallentava il burcio e si richiedeva
lintervento umano per facilitare la risalita: erano necessarie quattro ore di fatica
a piedi da San Michele alle Porte: trainare aspalla era dura. Quando poi era giorno di
festa, per i giovani diventava ancor più dura; mentre camminavano con la sìngia, spesso
vedevano altri ragazzi e soprattutto ragazze, che passava per la strada per andare a
ballare: una vera e propria ingiustizia .Quando il burcio era molto carico, O la corrente
molto forte, il traino del barcaro non bastava più, e si doveva ricorrere agli animali.
Nel tratto Silea Treviso (Ponte della Gobba) il percorso, in cui venivano
affrontati difficili voltì (curve) e la corrente diventare ancora più forte, si doveva
ricorrere a dodici buoi per trainare il burcio. A queste impegnative situazioni,
sovrintendeva il Comandaresso, il cui delicato compito consisteva nellorganizzazione
i proprietari dei buoi, garantendo loro le medesime possibilità di intervento
nellarco del mese.
Maggiori
informazioni
Ente Parco: via Tandura, 40
31100 Treviso
Tel. 0422.321994
www.parks.it/parco.fiume.sile
http://www.viamichelin.com/viamichelin/ita/tpl/mag3/art20031101/htm/tour_treviso.htm |