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Bari, 11 novembre 98

Al Direttore di Repubblica
EZIO MAURO
ROMA

"CONTRO IL BENZENE VIVA LA BICICLETTA"

 

Abbiamo letto con estremo interesse l’articolo a firma di Vincenzo Borgomeo apparso su Repubblica di oggi, mercoledì 11 novembre, relativamente alle misure presentate dal Ministro Ronchi per combattere l’emergenza benzene e abbiamo dovuto constatare ancora una volta come, per sconfiggere l’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico motorizzato privato, non si provvede a riorganizzare il settore dei trasporti urbani privilegiando i trasporti pubblici e collettivi e tutelando e incentivando la mobilità ciclopedonale (consentendo agli italiani di recuperare l’uso delle gambe) né si fa attenzione allo sviluppo urbanistico delle città e del territorio, ma si continua ad incentivare la motorizzazione di massa, pur agendo sui carburanti.

Prende così il via l’era della trazione elettrica, ricca di incentivi economici. E dopo l’auto e il motorino elettrico nasce addirittura la "bici elettrica". Sarebbe interessante sapere cosa dice il codice della strada a proposito di tale nuovo mezzo e che garanzie di sicurezza stradale il Ministero e le città offrono ai "ciclisti elettrici".

Della bicicletta tradizionale, quella ad energia muscolare per intenderci, mezzo di trasporto ecologico per eccellenza (il più pulito, il più silenzioso e il meno ingombrante), appropriato per gli spostamenti dei residenti entro i 5-7 Km., il Ministro Ronchi non fa parola, nonostante i ripetuti inviti in tal senso da parte della Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus e un incontro avuto lo scorso 22 luglio. Chissà come mai. E un fatto culturale? O è poco interessante il mercato della bici? Ci piacerebbe avere delle risposte. Sappiamo solo che Paesi come l’Austria, la Svizzera, la Danimarca, l’Olanda hanno assegnato al trasporto urbano in bicicletta un ruolo non secondario nella politica dell’energia, del territorio e dell’ambiente (per non parlare dell’importanza assegnata al turismo in bicicletta) mentre nel Paese di Marco Pantani e di Paola Pezzo un Ministro dell’Ambiente "verde" si dimentica di aggiungere anche la bicicletta nella lista degli interventi a disposizione dei sindaci per contenere l’emissione di benzene e di anidride carbonica.

Ultima considerazione, (ma solo per mancanza di spazio): l’incentivo concesso a chi acquista una bici elettrica, ammontante a L. 600.000 (metà statale, metà del costruttore) equivale al prezzo di una buona bici da città.

Lello Sforza
Responsabile relazioni esterne
(Tel/fax 080/5236674)

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