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SOTTOSCRIZIONE PER LA LEGGE IN FAVORE DEL RECUPERO DELLE FERROVIE DISMESSE
 
Una proposta di
Comodo  

COMODO-NEWS 1/06
Confederazione Mobilità Dolce

 dicembre 2006

IL PROGETTO DI LEGGE SUL PATRIMONIO FERROVIARIO IN ABBANDONO E PER LA CREAZIONE DI UNA RETE DI MOBILITA’ DOLCE IN PARLAMENTO

La notizia. In data 15 novembre 2006, la senatrice Anna Donati, Presidente della Commissione Lavori Pubblici, ha presentato al Senato il Disegno di Legge n. 1170, relativo al patrimonio ferroviario in abbandono e per la creazione di una rete di mobilitˆ dolce.

Dopo mesi di elaborazioni comuni e con il sostegno delle oltre 8000 firme della petizione lanciata nella scorsa estate sui alcuni siti delle nostre associazioni, il progetto di legge in questione ha superato la sua prima prova ed è stato presentato da un nutrito gruppo di senatori con a capo l’on. Anna Donati, del gruppo parlamentare verde. Quali sono i contenuti del progetto? Eccoli in sintesi:

  • riconoscimento del valore storico, ambientale, paesaggistico dei tronchi ferroviari in abbandono;

  • definizione istitutiva di ‘mobilità dolce’, "finalizzata alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio, all’attività ricreativa, con particolare attenzione ai diversamente abili, ai bambini e agli anziani, caratterizzate da elevata sostenibilità ambientale e costituite da infrastrutture quali: percorsi pedonali e per utenti a mobilità ridotta; percorsi ciclabili; percorsi per il turismo equestre; altre tipologie di utilizzi sostenibili";

  • definizione di "rete di mobilità dolce", ovvero "sistema di percorsi realizzati attraverso il recupero e il riutilizzo delle seguenti infrastrutture: ferrovie in disuso; strade rurali o percorsi pedonali e mulattieri di rilevante interesse storico; argini di fiumi; alzaie di canali; altri sentieri di pianura e montagna; altre infrastrutture lineari, quali tronchi stradali carrozzabili dismessi o in abbandono".

  • adozione di un meccanismo di pianificazione e programmazione della rete attraverso uno strumento nazionale direttore e strumenti di carattere regionale operativi;

  • cessione non onerosa agli Enti pubblici e alle Associazioni e per un periodo di tempo prestabilito del patrimonio ferroviario in abbandono con il fine di realizzare percorsi ciclo-pedonali;

  • possibile vincolo dei tronchi ferroviari in abbandono, ai sensi delle leggi sulla protezione del paesaggio;

  • istituzione di un Osservatorio permanente sulla mobilità dolce con gli scopi di realizzare le linee guida della rete, promuovere verso l’opinione pubblica i vantaggi di tale tipo di mobilità, fornire assistenza tecnica ad Enti e Associazioni;

  • erogazione di un stanziamento finanziario per il funzionamento della legge.

Come si desume dalla lettura di questi contenuti, la futura legge pone le basi certe per la costituzione di una rete di infrastrutture, già esistenti, ma recuperate e valorizzate, che in altri Paesi d’Europa (Belgio, Regno Unito, Danimarca ecc.) è ormai equiparata per importanza e funzione alle altre ‘classiche’ reti infrastrutturali come le autostrade o l’alta velocitˆ ferroviaria. Questo è l’input che noi vorremmo trasmettere con questa proposta e cioè che anche una rete ‘umile’, fatta di sentieri, alzaie di navigli, ex-ferrovie, può avere una grande utilità sociale. I vantaggi? Abbastanza evidenti: riduzione dell’infortunistica stradale con lo spostamento degli utenti ‘deboli’ su strade a loro dedicate; aumento dello stato di salute e di benessere della popolazione favorendo la mobilità fisica; apertura di percorsi protetti a categorie di persone finora escluse (bambini, anziani, diversamente abili ecc.); recupero di aree dismesse e/o degradate con relativo razionale uso del territorio; nuove opportunità per il turismo ‘verde’ e per il movimento della popolazione in aree urbanizzate; conservazione, per quanto riguarda le ex-ferrovie, di ‘canali’ fisici potenzialmente riutilizzabili per il servizio ferroviario; mantenimento della memoria storica di percorsi antichi e dotati di pregio paesaggistico ecc.

Chiamiamo questa rete ‘dolce’ e non ‘lenta’ perchè intanto non è un’alternativa a una fantomatica rete ‘veloce’, ma è tutt’altra cosa, e poi perchè concettualmente è molto più ‘avanti’, sia sul piano culturale (rispetto al corretto uso delle risorse e allo spreco di territorio), sia su quello sociale (con tutti i benefici di cui detto sopra).

Noi di Co.Mo.Do. siamo convinti che sia necessario ora sostenere con tutte le forze il successivo cammino della proposta di legge fino alla sua approvazione. Abbiamo già allertato tutti i rappresentanti politici delle nostre associazioni e stiamo predisponendo un ulteriore programma di sensibilizzazione e di appoggio.

Co.Mo.Do.

29 novembre 2006.

 
La Proposta di Legge per la quale sono state raccolte le firme è stata elaborata da
Comodo
 
Comodo, di cui la FIAB fa parte, è la COnfederazione MObilità DOlce, alla quale aderiscono molte importanti associazioni italiane.
 

Co.Mo.Do. è una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor - Co.Mo.Do. è un tavolo allargato di discussione e proposta sui temi della mobilità dolce, dell’uso del tempo libero, del turismo e dell’attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili.

Obiettivi di Co.Mo.Do sono la promozione, attraverso forme e modi da definire, di una rete nazionale di mobilità dolce che abbia come requisiti fondamentali:

- il recupero delle infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici ecc.);

- la compatibilità e l’integrazione fra diversi utenti; la separazione dalla rete stradale ordinaria, o in certi casi la protezione della mobilità dolce sulle strade promiscue con i mezzi motorizzati a bassa intensità di traffico;

- l’integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa.