Bici e sensi unicidi Dott. Marco Danzi |
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Nellincontro avvenuto il 7 .7.1999 al Ministero dei Lavori Pubblici Micheli, la FIAB ha proposto tra laltro la necessità di produrre un Regolamento applicativo della L.366 che fosse non rigido ma flessibile almeno in questa prima fase di applicazione della Legge in considerazione della scarsa esperienza delle Amministrazioni Locali sulle strutture ciclabili e anche in considerazione delle esperienze estere che prevedono ad esempio la circolazione alle biciclette in senso contrario alla marcia stabilita nei sensi unici nelle zone a traffico limitato. Da parte del Ministero è stato fatto notare che a loro preme innanzitutto la sicurezza e quindi ad esempio la possibilità di far circolare le bici in senso contrario nelle strade a senso unico non è neanche stata presa in considerazione. Ho cercato di rintracciare alcuni documenti che possano testimoniare come tale presa di posizione denunci per lennesima volta lassenza di cultura ciclistica e lapprossimativa competenza tecnica nel campo della ciclabilità da parte del Ministero. Ho così trovato due testi particolarmente significativi, sullargomento: faccio notare come essi siano abbastanza datati in quanto nei Paesi ciclisticamente allavanguardia la misura in questione è un dato di fatto ormai ampiamente acquisito, sperimentato e diffuso e che pertanto non fa più notizia. Il primo documento è intitolato Radverkehr in Städten und
Gemeinden (Mobilità ciclistica nelle città e nei comuni) ed è stato edito ancora nel
lontano 1994 dallAllgemeiner Deutscher Automobil-Club (il principale Automobil- Club
tedesco). Il secondo documento è un articolo dal titolo
"Radverkehr in Einbahnstraßen. Das Saarbrücker Modell" (Mobilità ciclistica
in strade a senso unico. Il modello di Saarbruecken) apparso sul numero 4/92 della
rivista: Polizei, Verkehr, Technik.(Polizia, Trasporti, Tecnica). Autore è Jürgen Werle,
alto commissario di polizia della regione federale Saarland. Mi pare che ci sia ben poco da aggiungere, se non che anche in Italia vi sono Amministrazioni Locali attente alla mobilità ciclistica che hanno già introdotto questa misura: mi vengono in mente Bolzano, Merano (BZ), Abbiategrasso (MI) e Ferrara; ma ve ne saranno sicuramente delle altre. Fonte della mia breve indagine è stato: Autor(en) dieser Ausgabe: Mattias Doffing. Der Forschungsdienst Fahrrad des ADFC berichtet 14-tägig über Verkehrswissenschaft und Fahrradpolitik. Redaktion: Mattias Doffing. Internationale Ausgabe: Bicycle Research Report der European Cyclists' Federation ECF. Nachdruck bei Quellenangabe und Belegexemplar frei. ADFC, Postfach 107747, D-28077 Bremen / ECF, Postbus 2150, NL-3440 DD Woerden |